mercoledì 3 dicembre 2014

Iniziare

Oggi ho visto l’ultimo episodio della mia serie tv preferita ed ho pianto.  Le ultime scene erano molto commoventi, si, ma non era solo questo. Sentivo che dentro di me stava crescendo un senso di inquietudine perché qualcosa stava finendo, perché non avrei più potuto vivere e sentirmi partecipe della vita dei personaggi, perché la vita non è tutta un film e non si può semplicemente volere ardentemente qualcosa affinché esso giunga. Nei film i personaggi sognano, lottano e con un po’ di fortuna ed un po’ di amore alla fine ce la fanno, raggiungono le loro aspettative e forse le superano, accettano la loro sconfitta e la vedono come un modo per rialzarsi e fare meglio la prossima volta. Nei film se sei triste e se ti arrabbi e magari ti isoli c’è sempre qualcuno che ti viene a parlare, che ti consola, che ti capisce e soprattutto che ti ascolta. Nella realtà nel momento in cui capisci che non potrai mai fare quello che desideri ed arriva solo chi ha potere può, inizialmente un po’ ci rimani male, ma poi quello che prevale è la rabbia.
Io ho sognato di fare tante cose nella mia vita e ancora di più sono le cose che mi sono lasciata alle spalle: i desideri, la volontà, il credere nella pace e nella quiete della vita, l’onestà. Ci sono giorni in cui credo che l’unica cosa che regoli ogni cosa sia solo la mia rabbia, che inizialmente è latente, poi esce pian piano fuori a piccole dosi e poi esplode. Quando è la rabbia a governare il tuo tempo  non va storto niente e in fondo in fondo, soprattutto quando essa esce, ti fa sentire più alleggerito. In alcune occasioni sono stata una persona allegra e dolce e cortese e ho risposto con un sorriso ed ho fatto finta di niente. Altre volte sono stata antipatica, insopportabile ed una bulla e la differenza che notato è che quando non ti “fai mettere i piedi in testa” gli altri ti rispettano, senza però oltrepassare il limite e cioè senza mai umiliare qualcuno  ed usare un po’ di ironia all’occorrenza.
Prima mi sono alzata dalla sedia e sono andata alla finestra. Mi sono messa a guardare fuori ed a riflettere : vivo in una piccola città di un paese lontano e non sono nessuno, come posso anche solo sperare di realizzare i miei sogni che sono anche troppi e troppo grandi per una persona sola?

Ci sono stati momenti in cui ho vinto la mia solitudine sui libri, nei film, nelle storie di altri che non mi hanno mai fatta sentire sola a causa della mia scarsa volontà ad uniconformarmi e quindi difficoltà a stringere dei rapporti. Ho avuto momenti no, in cui l’unica cosa che volevo erano degli amici, ed ho avuto momenti ancora più no, in cui avevo degli amici e un ragazzo e  l’unica cosa che volevo era stare sola, nel mio mondo, a pensare.  Mi sento come se avessi tutto e mi sento come se non avessi niente, mi accade quando guardo fuori da questa maledetta finestra e vorrei smanietizzararmi in vapore e volare nel cielo, conoscere il mondo come fanno le rondini, sentirmi meglio di come mi sento e vorrei che per una volta qualcun altro che non sia io allo specchio credesse in me, perché anche se non ne avessi mai bisogno il peso di una parola detta nel momento giusto è fondamentale.

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