sabato 1 marzo 2014

Progresso-regresso

ieri in un film ho sentito una frase "il mio nemico non è un chi, è un cosa: l'ignoranza". riflettendo a proposito sono arrivata a pensare un cosa: esistono tante sfaccettature di questo peccato (termine più che appropriato di ignoranza soprattutto nel secolo in cui la cultura è alla mercé di tutti), ma il peggiore è l'ignoranza a livello culturale perché diventa un veleno che lentamente erode l'umanità dell'uomo.
Più vado avanti con l'età, più mi illudo di riuscire ad entrare in un mondo di persone mature e per bene.. e più mi rendo conto che col passare del tempo si torna a quella che è la natura primaria di bestia: un pregiudizio vale più di un gesto cortese, le apparenze valgono più della verità, il buono è migliore del giusto ed è assolutamente giustificato distruggere chiunque si metta sulla propria strada.
Col progresso abbiamo detto si alla conciliazione verso il miglioramento anche sociale, anche della vita. Ebbene, è questo il progresso? Io posso dire di aver conosciuto analfabeti che riuscivano ad essere felici per le piccole cose di tutti i giorni e rispettare gli altri, davvero come loro sorelle e fratelli. Ed ho conosciuto persone degne di nota, studiosi e donne di scienza parlare come scaricatori di porto, offendere e deridere chiunque. Quando le perone non sapevano né leggere e né scrivere e per vivere dovevano sporcarsi, c'era più umiltà nei loro cuori. In realtà quello che mi rende veramente perplessa è che queste perone non sono lontane da noi: sono i nostri nonni, le nostre madri, i nostri padri.
Quando ero piccola e qualcosa non mi stava bene dicevo "quando sarò grande la cambierò". Se il mondo è cambiato in meglio, noi lo dobbiamo ai nostri avi che probabilmente sono partiti dalla mia stessa intraprendente idea. Allora dove sono finiti quei buoni sentimenti? Io non riesco a credere che con una sola, o forse due, generazione si siano persi del tutto. La mutazione verso una vita più piacevole e apprezzabile non è mai finita, chi si ferma è perduto perché in un mondo in movimento uno stato di stallo è come camminare nel verso opposto, è deterioramento. Forse bisogna tornare a sperare. Anch'io devo tornare a sperare, come quando ero bambina.. e non mi sentivo impotente.