sabato 13 dicembre 2014

Suggerimenti notturni

Passa tranquillamente tra il rumore e la fretta, e ricorda quanta pace può esserci nel silenzio.
Finché è possibile senza doverti abbassare, sii in buoni rapporti con tutte le persone.
Dì la verità con calma e chiarezza; e ascolta gli altri, anche i noiosi e gli ignoranti: anche loro hanno una storia da raccontare.
Evita  le persone volgari e aggressive; esse opprimono lo spirito.
Se ti paragoni agli altri, corri il rischio di far crescere in te orgoglio e acredine, perché sempre ci saranno persone più in basso o più in alto di te.
Gioisci dei tuoi risultati così come dei tuoi progetti.
Conserva  l'interesse per il tuo lavoro, per quanto umile; è ciò che realmente possiedi per cambiare le sorti del tempo.
 Sii  prudente nei tuoi affari, perché' il mondo è pieno di tranelli. Ma ciò non acciechi la tua capacità di distinguere la virtu'; molte persone lottano per grandi ideali, e dovunque la vita è piena di eroismo.
Sii te stesso. soprattutto non fingere negli affetti e neppure sii cinico riguardo all'amore, poiché' a dispetto di tutte le aridità e disillusioni esso è perenne come l'erba.
accetta benevolmente gli ammaestramenti che derivano dall'età, lasciando con un sorriso sereno le cose della giovinezza.
Coltiva  la forza dello spirito per difenderti contro l'improvvisa sfortuna,  ma non tormentarti con l'immaginazione.
Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine.
Al di là di una disciplina morale, sii tranquillo con te stesso.
Tu sei un figlio dell'universo, non meno degli alberi e delle stelle; tu hai diritto ad essere qui. E che ti sia chiaro o no, non vi è dubbio che l'universo ti si stia schiudendo come dovrebbe. Perciò sii in pace con dio, comunque tu lo concepisca, e qualunque siano le tue lotte e le tue aspirazioni, conserva la pace con la tua anima pur nella rumorosa confusione della vita. con tutti i suoi inganni, i lavori ingrati e i sogni infranti, è ancora un mondo stupendo.
Fai attenzione.
Cerca di essere felice.


(trovata nall'antica chiesa di san paolo)

mercoledì 3 dicembre 2014

Iniziare

Oggi ho visto l’ultimo episodio della mia serie tv preferita ed ho pianto.  Le ultime scene erano molto commoventi, si, ma non era solo questo. Sentivo che dentro di me stava crescendo un senso di inquietudine perché qualcosa stava finendo, perché non avrei più potuto vivere e sentirmi partecipe della vita dei personaggi, perché la vita non è tutta un film e non si può semplicemente volere ardentemente qualcosa affinché esso giunga. Nei film i personaggi sognano, lottano e con un po’ di fortuna ed un po’ di amore alla fine ce la fanno, raggiungono le loro aspettative e forse le superano, accettano la loro sconfitta e la vedono come un modo per rialzarsi e fare meglio la prossima volta. Nei film se sei triste e se ti arrabbi e magari ti isoli c’è sempre qualcuno che ti viene a parlare, che ti consola, che ti capisce e soprattutto che ti ascolta. Nella realtà nel momento in cui capisci che non potrai mai fare quello che desideri ed arriva solo chi ha potere può, inizialmente un po’ ci rimani male, ma poi quello che prevale è la rabbia.
Io ho sognato di fare tante cose nella mia vita e ancora di più sono le cose che mi sono lasciata alle spalle: i desideri, la volontà, il credere nella pace e nella quiete della vita, l’onestà. Ci sono giorni in cui credo che l’unica cosa che regoli ogni cosa sia solo la mia rabbia, che inizialmente è latente, poi esce pian piano fuori a piccole dosi e poi esplode. Quando è la rabbia a governare il tuo tempo  non va storto niente e in fondo in fondo, soprattutto quando essa esce, ti fa sentire più alleggerito. In alcune occasioni sono stata una persona allegra e dolce e cortese e ho risposto con un sorriso ed ho fatto finta di niente. Altre volte sono stata antipatica, insopportabile ed una bulla e la differenza che notato è che quando non ti “fai mettere i piedi in testa” gli altri ti rispettano, senza però oltrepassare il limite e cioè senza mai umiliare qualcuno  ed usare un po’ di ironia all’occorrenza.
Prima mi sono alzata dalla sedia e sono andata alla finestra. Mi sono messa a guardare fuori ed a riflettere : vivo in una piccola città di un paese lontano e non sono nessuno, come posso anche solo sperare di realizzare i miei sogni che sono anche troppi e troppo grandi per una persona sola?

Ci sono stati momenti in cui ho vinto la mia solitudine sui libri, nei film, nelle storie di altri che non mi hanno mai fatta sentire sola a causa della mia scarsa volontà ad uniconformarmi e quindi difficoltà a stringere dei rapporti. Ho avuto momenti no, in cui l’unica cosa che volevo erano degli amici, ed ho avuto momenti ancora più no, in cui avevo degli amici e un ragazzo e  l’unica cosa che volevo era stare sola, nel mio mondo, a pensare.  Mi sento come se avessi tutto e mi sento come se non avessi niente, mi accade quando guardo fuori da questa maledetta finestra e vorrei smanietizzararmi in vapore e volare nel cielo, conoscere il mondo come fanno le rondini, sentirmi meglio di come mi sento e vorrei che per una volta qualcun altro che non sia io allo specchio credesse in me, perché anche se non ne avessi mai bisogno il peso di una parola detta nel momento giusto è fondamentale.

sabato 1 marzo 2014

Progresso-regresso

ieri in un film ho sentito una frase "il mio nemico non è un chi, è un cosa: l'ignoranza". riflettendo a proposito sono arrivata a pensare un cosa: esistono tante sfaccettature di questo peccato (termine più che appropriato di ignoranza soprattutto nel secolo in cui la cultura è alla mercé di tutti), ma il peggiore è l'ignoranza a livello culturale perché diventa un veleno che lentamente erode l'umanità dell'uomo.
Più vado avanti con l'età, più mi illudo di riuscire ad entrare in un mondo di persone mature e per bene.. e più mi rendo conto che col passare del tempo si torna a quella che è la natura primaria di bestia: un pregiudizio vale più di un gesto cortese, le apparenze valgono più della verità, il buono è migliore del giusto ed è assolutamente giustificato distruggere chiunque si metta sulla propria strada.
Col progresso abbiamo detto si alla conciliazione verso il miglioramento anche sociale, anche della vita. Ebbene, è questo il progresso? Io posso dire di aver conosciuto analfabeti che riuscivano ad essere felici per le piccole cose di tutti i giorni e rispettare gli altri, davvero come loro sorelle e fratelli. Ed ho conosciuto persone degne di nota, studiosi e donne di scienza parlare come scaricatori di porto, offendere e deridere chiunque. Quando le perone non sapevano né leggere e né scrivere e per vivere dovevano sporcarsi, c'era più umiltà nei loro cuori. In realtà quello che mi rende veramente perplessa è che queste perone non sono lontane da noi: sono i nostri nonni, le nostre madri, i nostri padri.
Quando ero piccola e qualcosa non mi stava bene dicevo "quando sarò grande la cambierò". Se il mondo è cambiato in meglio, noi lo dobbiamo ai nostri avi che probabilmente sono partiti dalla mia stessa intraprendente idea. Allora dove sono finiti quei buoni sentimenti? Io non riesco a credere che con una sola, o forse due, generazione si siano persi del tutto. La mutazione verso una vita più piacevole e apprezzabile non è mai finita, chi si ferma è perduto perché in un mondo in movimento uno stato di stallo è come camminare nel verso opposto, è deterioramento. Forse bisogna tornare a sperare. Anch'io devo tornare a sperare, come quando ero bambina.. e non mi sentivo impotente.