martedì 30 aprile 2013

Sarà mai tempo per noi?


E così, poi, in questa sera spenta e buia, torno a scrivere su questo caro blog. Proprio oggi, proprio sta sera perché in questi giorni un po’ confusi sento come se qualcosa fosse cambiato. L’altro giorno ero in macchina, un po’ pensierosa, e mi ripetevo frasi di maestri famosi per chiarirmi o meglio per decidere cos’era meglio fare. Mi ripetevo frasi del tipo:

Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare.(Lucio Anneo Seneca)

Quello che facciamo è soltanto una goccia nell'oceano. Ma se non ci fosse quella goccia all'oceano mancherebbe.(Madre Teresa di Calcutta)

Ricorda di osare sempre.(Gabriele D'Annunzio)

Sorridi sempre, anche se è un sorriso triste, perché più triste di un sorriso triste c'è la tristezza di non saper sorridere. (jim Morrison)
Etc.

Ricordo queste frasi che si rimescolavano mentre un raggio di sole entrava dal parabrezza e quasi dovevo togliere la giacca per il caldo. Stavo per tirare un respiro di sollievo, perché mi ripetevo delle frasi motivazionali, ma poi per un attimo ho avuto un’altra sensazione: è stato come il cadere  di un velo che mi offuscava la vista. Capii in quell’istante il vero significato delle parole che mi ripetevo, dell’andare avanti. Ho sentito quelle parole come parte di me, del mio viaggio. Ho capito che dietro a quelle parole c’era una storia, probabilmente simile alla mia, che c’erano dei sentimenti, delle riflessioni. Allo stesso tempo ho capito che alcune riflessioni possono essere fatte solo alla fine; alla fine di una storia triste, alla fine di una battaglia, alla fine di un età. Ho capito che finalmente potevo usare quelle frasi, che in un certo senso erano davvero diventate mie, perché avevo levigato il suono delle parole accompagnandole con gli errori fatti percorrendo l’età dei miei anni. Quindi per me era stato come un ascoltare per la prima volta quello che precedentemente sentivo e ripetevo.

Ma se c’è una cosa che ho imparato è che non esiste una convinzione che non può essere sgretolata, fatta in mille pezzi e mandata in aria. Infatti, se vi mettete a cercare, per ogni frase, per ogni persona che dice una cosa, giusta che possa, c’è sempre qualcuno che dice il contrario.
Tutto ciò mi fa venire da chiedermi: come possiamo aggrapparci a qualcosa se tutto cambia, tutto è contrario, incessantemente? Da chi possiamo prendere esempio quando non sappiamo che fare?

Noi stupidi esseri umani, per nostra indole, siamo portati ad ascoltare quello che vogliamo sentirci dire. Siamo portati, per nostra grande vanità, a fare amicizia e a simpatizzare di più con chi ci dà non il consiglio giusto, ma quello che ci faccia, in un certo senso, capire che abbiamo preso la decisione giusta, che siamo in gamba e che ci lodi.
Esattamente come tutte le altre volte, sono arrivata alla conclusione che il futuro è incerto, che tutto è relativo, che tutto passa ma tutto può anche tornare e per questo serve imparare dai propri errori.. e se non ne commettiamo, dobbiamo imparare da quelli degli altri. Bisognerebbe davvero capire qual è la strada da prendere, magari per scrivere le nostre di riflessioni illustri o magari per dare davvero un senso a quelle degli altri perché ogni parola sembra senza senso se non sappiamo chi siamo. 

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