mercoledì 28 marzo 2012

Quanto dice di noi un sogno?

Ultimamente mi capita di fare spesso lo sesso incubo: sto camminando su una spiaggia di giorno e vedo un faro, un faro bellissimo. La luce che emana è radiosa, quasi di più di quella del sole. Nel sonno so per certo che esso si chiama “ il faro della fortuna”. Poi ad un certo punto la luce si spegne e con essa è come se si spegnesse anche il sole. Diventa tutto buio e comincio ad avere paura. E’ buio pesto, non vedo niente. Ad un tratto sento una risata, poi un’altra e un’altra ancora che da lontano si avvicinano sempre più. Le risate arrivano quasi ad accerchiarmi, posso sentire il loro fiato sul collo. E poi..

Il mio incubo finisce lì perché quello è il punto in cui mi risveglio. Alcuni mi hanno detto di andare a vedere il significato, ma non mi interessa. Naturalmente non so se i sogni sono presagi o solo elaborazione della mente; forse sono tutti e due, forse nessuno dei due e c’è altro da scoprire, o forse, più probabilmente sono solo una delle due ipotesi. Fatto sta che il mio incubo ha influenzato la mia giornata, non mi ha fatto dormire e la sensazione di paura c’ha messo un bel po’ ad andarsene; così mentre ero in macchina nel traffico mi sono messa ad osservare le persone che passavano e mi chiedevo se anche loro avessero avuto un incubo o un sogno o se era proprio un sogno che le spingeva a camminare.

Mi piacerebbe sbirciare nei sogni altrui, per vedere come sono fatti: se sono come i miei, se anche gli altri sognano cose belle e brutte, se sognano persone, mari, monti, se i loro sogni sono a colori, se sono misteriosi, se sono profumati. Sarei ancor più felice, però, se riuscissi a sapere se c’è ancora qualcuno che rincorre le utopie che tutti i ragazzi si creano durante l’adolescenza, anche se cambiate.

Così mi sono chiesta se sono i nostri sogni e il nostro tentativo di realizzarli ci porta su una strada anziché un’altra. La responsabilità deriva dalla nostra ambizione? I sogni infranti ci faranno maturare o solamente diventare cinici? I nostri sogni parlano di noi?

Una frase bellissima di Cesare Pavese dice: “Nel sogno sei autore e non sai come finirà.” 

Queste parole mi sembrano geniali dato che è vero che nei sogni, come nella vita, scriviamo noi la nostra storia, ma, diversamente dalla nostra esistenza di cui incerta che sia conosciamo il finale, dei nostri sogni non lo conosciamo. Delle volte rimaniamo delusi, quando capiamo che alcune aspirazioni sono illusorie, eppure da quello che vedo rimaniamo sempre dei grandi sognatori: che siano sogni di gloria, d’amore o dir che si voglia. La nostra fantasia crea per noi vite parallele in cui ognuno è capace di essere chi vuole.

Probabilmente i sogni di tutti sono uguali nella loro diversità: cambiano, mutano forma, ma ci spingono sempre ad agire verso di essi ed è proprio la determinazione di ognuno a seguire il cammino che ci indicano che, a mio parere, ci responsabilizza a chi più e a chi meno. Quest’ultimo è fatto di scelte, alcune belle immediatamente e tristi più tardi, altre dolorose o impegnative inizialmente che diventano poi spettacolari perché tutte le cose meravigliose crescono piano e con fatica. Per questo penso che non siamo noi che dobbiamo parlare dei nostri sogni perché sono i nostri sogni che parlano già di noi.

2 commenti:

  1. Essere autori di un qualcosa che ci accade, e non sapere come finirà, è dura. Ma forse è proprio quel punto interrogativo, che ci salva, almeno nel sogno.
    Anch'io mi interrogo sul senso dei sogni, che ne abbiano o meno però, a noi è dato solo di esserne impressi, come fossimo vecchi nastri di celluloide.
    Mi piace rappresentare un sogno, come fosse un cagnolino liberato dal guinzaglio, dopo un tempo lungo...che corre infine in direzioni senza senso, libero dalla catena della volontà della mano, che lo teneva. Finalmente padrone di sè stesso e autore indipendente. Almeno finchè un fischio o un richiamo, non lo limitino nuovamente. A pensarci bene, volontà e sogno, sono prigionieri reciproci.
    p.s. ti scopro per caso, i tuoi post però, mi piacciono. Ciao.

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  2. grazie mille del tuo commento,è bellissimo il tuo modo di vedere i sogni e lo condivido in pieno. Io li vedo anche come la grotta dove il cagnolino si rifugia durante la tempesta. E' bello condividere opinioni!!

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