domenica 4 marzo 2012

la creatività nasce dall'angoscia?

I grandi geni hanno le biografie più brevi.
Ralph Waldo Emerson

Le vite dei più grandi pensatori, artisti e musicisti sono state spesso costernate da un triste destino. Ungaretti, Munch, Leopardi, Cèzanne, Dante, Mozart, Van Gohg,  ecc, hanno trascorso un esistenza dolorosa e malinconica, eppure hanno dato vita a capolavori senza tempo.

Leopardi per esempio rimase solo per tutta la vita: la madre era religiosa in modo ossessivo, si mostra con i figli esigente ed oppressiva. Il padre, che in politica era legato al regime assolutistico, in famiglia era autoritario e severo ed esigeva il rispetto di rigide regole. Il poeta non aveva amici perché nel borgo dove abitava non c’erano molti giovani ragazzi dell’alta società come lui, ma solo garzoni con i quali non gli era permesso stare. L’infanzia del poeta è, perciò, molto infelice, priva di affetto e di giochi, ragion per cui si dedicò allo studio in maniera matta e disperatissima. Questo scrittore è riuscito a trasformare la disperazione in speranza tramite le sue opere, diventando  il maggior poeta dell'Ottocento italiano e una delle più importanti figure della letteratura mondiale. Allo stesso modo Edvard Munch non ebbe vita facile: trascorse un'infanzia contrassegnata da una serie di vicende dolorose (tra le quali la malattia e la morte della madre e successivamente della sorella, la cui perdita portò il padre a diventare un maniaco-depresso). Contrariamente ebbe grande successo in ambito lavorativo, infatti i modi di fare pittura dell’artista divennero propri dell'espressionismo tedesco. La sua attività grafica fu contrassegnata da innovazioni tecniche di assoluta importanza a cui corrispondono sorprendenti metamorfosi di contenuto. 

Come quelle degli artisti sopra riportati, anche le vite di altri Grandi sono state segnate da vicende angosciose, ma nonostante ciò hanno saputo creare opere meravigliose. Allo stesso modo, mi viene da pensare, se Dante, Cavalcanti e Guinizzelli fossero stati ricambiati in amore o se l’amore per la donna non fosse stato trascendente bensì possibile, magari adesso il “Dolce Stil Novo” neanche esisterebbe.

La frustrazione di questi geni ha influito sui loro lavori? La loro creatività è nata dall’angoscia?

Per i ricercatori gli stati d'animo negativi ci portano a scoprire e ad usare la nostra forza, latente o nascosta, per sopportarli o superarli. La creatività è legata al dolore, alla sofferenza, all’infelicità, che migliorano le capacità espressive. Chi è triste si esprime in maniera più incisiva e la sua comunicazione è più efficace, chi è più severo con sé stesso scrive in modo più raffinato. Chi ha un problema, chi è ansioso, ma anche chi è arrabbiato  ha mille pensieri nella testa. Contrariamente chi è felice non pensa a niente: è per questo che si dice che quando ti diverti il tempo vola! Quindi indubbiamente gli stati d’animo “negativi” portano la mente a creare e ad inventare.

Mi viene in mente una frase di Nietzsche: Ciò che non mi distrugge, mi rende più forte. Spesso nella vita la maggior parte delle persone si lasciano andare per delle sciocchezze ( molte volte capita di vedere ragazze che smettono di mangiare per essersi lasciate col fidanzato, altri si demoralizzano perché non riescono a fare qualcosa che speravano, altri ancora, egoisticamente, maledicono il mondo perché non riescono ad ottenere ciò che vogliono, e così via). Alla fine questi si sentono dei titani se riescono ad andare avanti pensando di superare degli ostacoli che in realtà sono banalità. Penso che chi ha avuto o ha dei veri problemi, chi è veramente triste, depresso e angosciato per qualcosa diventi col tempo una persona matura, perché il dolore in tutte le sue forme per essere allontanato ha bisogno di essere elaborato, deve essere accettato, deve essere capito. Le cose brutte ci colpiscono improvvisamente, spesso nei nostri affetti più cari e ci lasciano impotenti. Ciò che rimane dei momenti dolorosi sono solo domande che non troveranno mai risposta e la gelosia con la quale si custodiscono i ricordi: custoditi con la speranza di non perderli mai. Poi alcuni hanno anche la forza di tenere nascosto il loro dolore al mondo perché pensano che nessuno lo possa capire o più semplicemente non hanno nessuno a cui rivelarlo, allora questi cercheranno altri modi per sfogarsi.. ed è così che l’angoscia diventa creatività!


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