domenica 5 febbraio 2012

Chi sono gli eroi?

Associati ad alcuni nomi quali Napoleone, Cesare, Gengis Khan, Annibale, vi è l’idea di grandezza perché questi sono i nomi di grandi condottieri che hanno sostenuto battaglie e guerre sanguinarie e non si sono arresi anche quando tutto sembrava perduto. Durante il loro percorso sono tornati nella propria patria da vincitori dopo aver preso possesso di un territorio molto grande per il loro tempo e messo a tacere chi vi abitava. Costui hanno avuto dalla vita una grande gloria e la ragione è che hanno avuto un idea e sopratutto il coraggio di realizzarla.

A volte la realtà dei fatti ci fa capire che la cosa più importante che ci sia è la scelta delle parole: la maggior parte delle persone parla prima di pensare o agisce contrariamente a ciò che ha detto. Questo forse perché in alcuni casi non si può star lì a pensare cosa dire e in altri bisogna mettere da parte ciò che si sente veramente per stare bene con altri, io questo lo chiamo “quieto vivere”. Quando si fa una torta bisogna seguire la ricetta e mettere una giusta dose di tutti gli ingredienti. Anche se si sta preparando la torta migliore del mondo se si esagera troppo con un solo ingrediente ne verrà fuori qualcosa di immangiabile. Così è anche la nostra convivenza con gli altri: se si esagera ad essere buoni ci si mangiano; se si esagera ad essere appiccicosi ci allontanano; se si esagera a fare finta di niente e ad aspettarci che gli altri comincino a trattarci bene sprechiamo solo la nostra vita a correre dietro ad una stella cometa che non ha destinazione.

La storia ci insegna che le scelte giuste sono solo quelle fatte con la propria testa: se Napoleone avesse seguito il consiglio di qualche amico sarebbe diventato quel grande condottiero che ricordiamo? L’imperatore Nerone era “consigliato” dalla madre e dalla moglie ed ha portato l’impero quasi al fallimento. Alle volte bisogna avere il coraggio di dire: questa persona mi ha trattato in una maniera inadeguata e voglio chiuderci. Perché tanto le persone non cambiano, se non per loro stesse.

Con tutta questa confusione di nomi che avevo in testa continuavo a chiedermi: I Grandi Uomini oggigiorno esistono? chi sono gli eroi?

La mente delle persone che conosco o non ragione o ragione male: i pensieri non riflettono quasi mai le parole e questa è una cosa che io odio. Dico ciò perché se penso a qualche “Grande” penso a qualcuno di coraggioso, coraggio che io oggi non vedo da nessuna parte. Nessuno tenta più qualcosa, nessuno discorre delle sue idee, nessuno sceglie la verità.
Probabilmente sono gli esempi a cui ci rifacciamo che sono sbagliati: la musica moderna; i programmi televisivi e in generale tutti i modelli ( di linguaggio, di comportamento, di stile..) che osserviamo. In parte penso che i modelli antichi dovrebbero rivivere in ogni cosa e soprattutto nei mezzi di comunicazione di massa, per lo stesso motivo per cui a scuola studiamo la storia e la filosofia, perché ci educano.

Per me, una persona eccezionale è quella che si interroga sempre, 
laddove gli altri vanno avanti come pecore.
Fabrizio De Andrè



La frase che ho allegato per me ha due significati: il primo è che De andrè è uno dei Grandi uomini contemporanei quasi alla mia generazione. Egli ha avuto il coraggio di raccontare storie di emarginatiribelliprostitute e che sono state considerate da alcuni critici come vere e proprie poesie,  tanto da essere inserite nelle antologie scolastiche. Egli era inoltre di simpatie anarchichelibertarie e pacifiste. Il secondo significato è quello stesso della frase e cioè che i grandi uomini per me sono, come dice il cantante, quelli che si interrogano sempre e non seguono la massa come pecore.

La difficoltà più grande che deve affrontare oggi il nostro “io” è di non rimanere abbagliato dalle fugaci bellezze illusorie che gli vengono proposte dappertutto. Il raggiungimento di falsi beni transitori, di luci accecanti ma fredde.

Il pensare che oggi non ci sia un cantante come De andrè mi rattristisce, infatti pensandoci non mi è venuto in mente nessun’altro che in un testo di una canzone abbia espresso tutto il suo dissenso per denunciare la società e abbia cercato di insegnare e far capire a chi ascoltava. Quello che vedo adesso negli uomini è debolezza: la debolezza di seguire gli altri senza domande per rimanere illesi; la debolezza di prendere come scusa l’orgoglio per non rischiare; la debolezza di dire sì a un sì e no a no; la debolezza di parlare quando non si sa niente e di tacere quando si sa qualcosa; la debolezza di vivere una vita senza mai vivere veramente e senza lottare per le proprie idee.

Alcuni direbbero che attualmente l’eroe sarebbe colui che riesce a sopravvivere alla giungla dell’umanità, per me l’eroe è chi da una liana sa far nascere un idea e sa portarla avanti fino a far diventare quella liana un ponte.