lunedì 7 novembre 2011

Siamo persone a metà?

Noi pensiamo molto meno di quanto sappiamo. Sappiamo molto meno di quanto amiamo.
 Amiamo molto meno di quanto si possa amare.
E così siamo molto meno di ciò che siamo.( Leo Boscaglia)

Fiducia, amore, felicità, amicizia, lealtà.. fin da piccoli o con i cartoni animati o con le favole che ci venivano latte ci è stato presentato un mondo in cui essere buoni e far del bene fosse appagante. Purtroppo ad un certo punto bisogna chiudere il libro delle favole e guardare la realtà. Anche oggi aiutare qualcuno e fare buone azioni in generale è gratificante, non dico che non lo sia, ma la sensazione di appagamento lascia ben presto il posto all’insoddisfazione e alla tristezza. Perché la maggior parte delle persone non stanno a vedere cosa hai fatto per loro, bensì cercano i difetti in quello che hai fatto o peggio non gli danno per niente conto.

Le delusioni ci portano a chiuderci, a diventare duri come rocce.. così diventiamo macchine e non più uomini.  Però, forse, è anche vero che noi siamo bravi a dare la colpa a secondi. Per esempio alcuni non credono nella religione perché sembra quasi che dica una cosa e ne faccia un’altra ( magari sarebbe meglio se a parlare di povertà e di aiutare il prossimo in difficoltà non fosse qualcuno che parla dall’alto del suo balcone tutto luccicante di gioielli e delle sue tuniche in seta). La politica e chi la gestisce pensa ad un tornaconto personale e non più al popolo. La nostra società in generale ci esclude, è una società che invece di unirci gli uni con gli altri ci divide.
 Noi ci estraniamo dalla società e dai valori invece di curarci di essi e di metterli in rilievo. Forse perché pensiamo che tanto non potremo cambiare le cose, forse perché abbiamo paura di rimanere soli, forse perché il nostro “non sentirci parte” della società ci blocca. Forse è per tutti questi motivi che viviamo in un mondo in cui siamo tutti uguali, con gli stessi vestiti, con lo stesso modo di camminare,  mangiare e parlare. Tutti di bell’aspetto ma vuoti dentro, perché se dentro non hai niente le uniche ferite che ti puoi fare sono quelle che si rimarginano. 

Tutte queste cose mi spingono a chiedermi: ma il nostro essere duri, il nostro non crede negli altri, nei valori, il nostro essere tutti uguali non ci rende, in un certo senso, Inferiori a quelli che siamo realmente? La nostra paura delle delusioni ci ha portato ad essere un branco di pecore senza cervello? In un certo senso siamo persone a metà?

La vita, secondo me, è fatta di situazioni. Esse possono essere felici, tristi, di speranza, romantiche, complicate, insopportabili, passionali, incerte, incomprensibili, estasianti, emozionanti, incasinate; insomma per ogni attimo della nostra vita c’è una situazione e sono tutte diverse tra di loro. Però possiamo fare una grande distinzione fra situazioni positive ( romantiche, felici, passionali..) e situazioni negative (incasinate, tristi..). La differenza sostanziale tra le due è che mentre nelle seconde spendiamo tutto il nostro tempo a pensare e riflettere, anche e soprattutto a come uscirne, nelle prime spegniamo il cervello infatti è per questo che si dice che quando ti diverti il tempo vola!.

Noi è a quello che tendiamo inspiegabilmente, a vivere senza cognizione di tempo, a cercare la felicità ed il piacere ad ogni costo. Ma siamo, purtroppo, portati a pensare che la nostra felicità dipenda sempre da un’altra persona. Ed è qui che sbagliamo, perché se non siamo felici con noi stessi gli altri non saranno mai felici con noi. E l’unico modo per essere felici è vivere seguendo nostri ideali e i nostri valori. Per trovare i nostri valori dobbiamo fare chiarezza su cosa conta di più per noi, sulle cose per cui siamo disposti a lottare.  I valori ci danno le certezze e quindi un senso di sicurezza, inoltre ci danno le linee guida per le azioni da compiere. Così acquisteremo fiducia in noi stessi e gli altri in noi.

Quindi per non vivere da estranei la nostra vita, per non essere persone a metà, dobbiamo partire da noi stessi. Dobbiamo trovare la nostra pace interiore, cercando ideali a cui mirare. Dobbiamo guardare al futuro con Positività perché se partiamo già col presupposto che le cose andranno male, andranno male davvero. Non dobbiamo farci affliggere dalle delusioni, dobbiamo imparare a dire : NON FA NIENTE!!



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